Riccardo Barbacci

Subito dopo la nascita di nostro figlio Riccardo, già nei primi mesi di vita gli venne diagnosticata la sordità profonda bilaterale.

Per noi genitori fù un duro colpo, non avevamo nelle nostre famiglie, mai affrontato questo problema e per di più venimmo a sapere di essere entrambi portatori sani del gene della connessina 26 che porta alla sordità.

Dopo un iniziale momento di sconforto le nostre speranze si indirizzarano ad un intervento, che a dire dei medici, avrebbe permesso a nostro figlio di sentire in modo completo, si trattava dell’innesto di un impianto cocleare bilaterale.

Fummo indirizzati ad un medico e ad un’ equipe specializzata nel trattamento della sordità al Policlinico di Milano.

Da quel momento non aspettammo altro che il giorno dell’intervento, momento in cui per noi le cose sarebbero cambiate.

Non fu facile vedere nostro figlio ad un anno entrare in sala operatoria e le ore che ci seperarono dall’uscita del medico in cui ci comunicò che tutto era andato per il meglio furono interminabili.

A distanta di 4 anni dall’intervento non possiamo che essere soddisfatti e orgogliosi dei progressi di nostro figlio, è un bambino vivace, integrato e aperto a confrontarsi con altri bambini.

Dopo un iniziale lunga attesa sono arrivate le prime parole e le prime frasi e ora il colloquio con nostro figlio è molto più semplice e naturale.

L’impegno e gli sforzi per portare nostro figlio a livello linguistico e di comprensione dei suoi coetanei non è terminato ma ci sentiamo di dire che questa è la strada giusta e vediamo con fiducia al futuro.

Speriamo che questo racconto possa servire ad altri genitori per confrontarsi con altre esperienze, a noi servì ascoltare le storie degli altri.

Mamma Lucia
Papà Stefano