Giancarlo Mara

Ho scoperto di soffrire di ipoacusia nel giugno 1993 quando l’audiogramma è diventato obbligatorio per i dipendenti della mia azienda. E’ stata diagnosticata l’ipoacusia di tipo sensoriale che ho tenuto sotto controllo fino all’anno 2005 in cui ho iniziato ad usare sistematicamente gli apparecchi acustici.

Nel 2015 ho scoperto che all’orecchio sinistro i potenziali non erano più evocabili, per cui l’apparecchio acustico non poteva più aiutarmi. Nel giro di circa 1 anno ho maturato la decisione di fare l’impianto cocleare, anche perché sono consapevole che l’orecchio destro presto o tardi diventerà anche lui non protesizzabile con apparecchio acustico. Nel percorso per l’impianto cocleare temevo di non riuscire ad effettuare la necessaria logopedia con risultati soddisfacenti oppure che la memoria uditiva non si fosse conservata.

Al contrario ho scoperto subito dopo l’attivazione che il progresso è stato quasi immediato. Dopo 20 giorni dall’intervento udivo già il parlato, anche se ovviamente con un timbro di voce chioccia. La logopedista mi ha consigliato di ascoltare con l’Ipad degli audiolibri, per cui la mia logopedia è consistita soprattutto nell’ascolto di audiolibri durante l’estate mentre ero in spiaggia.

Adesso faccio 2 mappature all’anno e la situazione è praticamente stabile.

Come è abbastanza noto ci sono 2 aspetti sui quali è difficile ottenere ulteriori miglioramenti: l’ascolto in ambiente rumoroso e quello della musica, che sento, ma stonata.

Il test delle parole ripetute in un minuto a bocca schermata rivela praticamente lo stesso risultato dell’orecchio destro con apparecchio acustico. Direi che si tratta di un ottimo esito per un orecchio che è sostanzialmente sordo totale.