Maria Vaquer

Maria è la mia prima figlia. Appena nata dormiva sempre, le altre madri nella mia stessa stanza di Ospedale, invece, passavano la notte a consolare i loro bambini in lacrime. A casa quando il nostro cane abbaiava non si spaventava pensavamo “si è abituata a sentirlo dalla pancia”. Scoppiò un palloncino ma lei non si svegliò “avrà il sonno pesante come la mamma” pensammo. Solitamente I bambini appena nati restano a casa sopratutto se nati a fine Gennaio come Maria, invece noi ogni 4 giorni eravamo all'Ospedale Torregalli di Firenze a ripetere le otomissioni acustiche “sarà sporca dal parto” dicevano... Dissi al mio pediatra “perchè hanno fretta di avere un risultato se è sorda tanto non si può fare nulla ci andrò la prossima settimana a rifare gli esami”. Rimase impietrito dalla mia freddezza. Grazie al Pediatra abbiamo avuto il contatto del Prof Berrettini Primario dell'Ospedale di Pisa che mi diede appuntamento il 20/6/2016 e dopo un anno esatto l'appuntamento con lui fu in sala operatoria per dare a Maria una nuova vita piena di suoni, parole, musica, rumori, urla, frequenze, emozioni.

Maria soffre di ipoacusia bilaterale grave e profonda. Protesizzata a sei mesi ed impiantata a destra ad un anno e mezzo con un buon recupero protesico dall'orecchio sinistro. Positiva alla Connessina 26.

Appena nata si girava quando qualcuno entrava nella stanza, I primi mesi rispondeva con la voce agli stimoli... non sembrava sorda. Una volta realizzato la preoccupazione più grande era farla sentire quindi che le protesi fossero sempre funzionanti, che non se le togliesse e non potevo lasciarla mai da sola neanche nel box perchè se le metteva in bocca. Ripetevo a casa gli esercizi di logopedia, cantavo, parlavo e mi sentivo in colpa quelle volte che mi accorgevo di essere in silenzio semplicemente perchè stanca come tutte le mamme ed allora ripartivo a cantare e parlare. Guardavo gli impianti cocleari e pensavo “no a mia figlia non servono lei sente con le protesi”. Ora guardo l'impianto cocleare di mia figlia E SONO DEVOTA a questo orecchio bionico che ha dato la possibilità a me e a mia figlia di vivere in maniera “normale”. Non è un bel termine ma è quello più reale.

Cosa mi da fastidio? Che la gente pensa sia finita “ora sente di cosa ti preoccupi?”.... Se si rompe non sente, se I bambini la prenderanno in giro, se sarà daccordo con la decisione che io ho preso per lei, se avrà difficoltà a scuola, se sarà un impedimento nell'attività sportiva o in qualsiasi momento della sua vita...

Non è finita con l'impianto. Il lavoro continua a terapia con logopedista, a casa, a scuola.. l'handicap RIMANE.