Giulia Bassini

Sono nata con un ipoacusia bilaterale profonda superiore a 120 decibel. Hanno capito la mia sordità a quattro giorni di vita ed a 6 mesi mi hanno proteizzata, ma era inutile, non sentivo comunque.

Grazie al consiglio del professore ed ai miei genitori, mi hanno messo un impianto cocleare a destra a 18 mesi.

A causa di un otite fortissima avuta ad otto anni, ho rischiato di tornare ad essere ancora sorda; assieme ai miei genitori ed a mio fratello Filippo ho accettato di farmi operare anche dalla parte sinistra sempre a Ferrara.

A 8 anni non ricordavo nulla del primo intervento e ne avevo paura. Ho fatto logopedia fino a 5 anni, poi ho avuto un insegnante di sostegno per alcune ore fino alla fine delle scuole elementari, poi con le medie ho chiesto di non averlo più perchè mi sentivo di potercela fare da sola.

I miei genitori mi hanno dato fiducia ed oggi frequento la quarta superiore con la media del 8/9 grazie solo dei miei I.C. Da otto anni pratico tennis e da quattro a livello agonistico, con una classifica importante.

Inoltre due anni fa sono entrata a far parte della nazionale italiana tennis sordi (F.S.S.I.). Grazie al CGSI (Comitato Giovani Sordi Italiani), nel gennaio 2017 ho partecipato ad uno scambio culturale in Romania per ragazzi sordi e non.

Non conoscevo nessuno ed avevo timore per questa nuova avventura da sola, ma non mi sono fatta abbattere. Ho conosciuto i miei compagni di viaggio a Bergamo qualche ora prima di partire per Bucarest.

Stare lontano da casa per tanto tempo non è stata poi molto traumatico come pensavo. I miei genitori li sentivo spesso infatti, durante la giornata, comunicavo con mia mamma tramite whatsapp e la sera le telefonavo.

Sei mesi dopo, luglio 2017 sono partita per la Turchia con la squadra nazionale di tennis sordi ed ho partecipato alle Olimpiadi Deaf a Samsun in Turchia classificandomi quinta nel doppio misto.

Nel 2018 ho vinto un concorso con Erasmus e sono stata un mese a Siviglia completamente spesata per uno stage aziendale.

Sono orgogliosa dei risultati raggiunti fin ora ed è stato molto importante aver potuto dimostrare di potercela fare da sola, come succede ai normoudenti. Mi sento fortunata perchè il mio essere sorda non è più un problema, almeno per me.

Qualcosa mi differenzia dagli altri: quando io voglio, posso decidere di non sentire, mentre gli altri non possono scegliere. So che il mio percorso sarà sempre determinato da piccoli inconvenienti come batterie, cavetti, controlli, visite, esami ma penso che questo ormai sia il meno.

Grazie a tutti coloro che fino ad ora mi sono stati vicini ed a tutti coloro che saranno sempre al mio fianco.

Giulia Bassini