Andrea Sylwester Brunori

Salve, sono Andrea, un ragazzo ventenne di origine polacca che dall’età di 3 anni, a seguito di meningite pneumococcica, convive con una sordità profonda bilaterale.

Nell’ospedale dove fui curato per la meningite consigliarono ai miei genitori di farmi protesizzare e di sottopormi a terapia logopedica con metodo bimodale e aggiunsero che all’epoca ( anno 2003 ) la scienza non aveva a disposizione null’altro e che se la mia famiglia non avesse agito nel più breve tempo possibile, avrei corso il rischio di non parlare più ( anche perché essendo di origine polacca avevo ascoltato la lingua italiana soltanto per un anno ).

Con il tempo i miei genitori, vedendo che le protesi non portavano alcun beneficio e non rassegnandosi alla situazione, cominciarono a documentarsi ,sia attraverso internet che tramite conoscenti e scoprirono l’esistenza dell’impianto cocleare e che l’intervento ormai da anni veniva praticato con successo in varie strutture sanitarie dell’Italia settentrionale, così iniziarono a prendere dei contatti.

Nel mentre, per un caso fortuito, conobbero il dott. Di Nardo del policlinico Gemelli di Roma il quale prese molto a cuore il mio caso e, dopo un primo incontro nel quale ci illustrò in cosa consisteva l’impianto cocleare e quali fossero le meravigliose potenzialità, mi ricoverò una prima volta per la valutazione e successivamente una seconda per sottopormi all’intervento.

Negli otto mesi che seguirono all’intervento io non mostravo grandi segni di progresso sia sotto il profilo della comprensione che sotto quello della produzione orale, tant’è che malgrado le rassicurazioni dei sanitari i quali esortavano la mia famiglia ad avere fiducia e ritenevano che prima o poi mi sarei sbloccato, i miei genitori erano seriamente preoccupati e sfiduciati.

Poi finalmente arrivarono le vacanze estive durante le quali conobbi un altro bambino impiantato e così da un giorno all’altro iniziai ad indossare il processore dalla mattina alla sera, ma soprattutto a sfruttarlo pienamente, ad essere parte attiva durante le conversazioni famigliari, ad interagire verbalmente con gli altri e piano piano ho riscoperto che tutti i giochi sonori che per me si erano rotti quasi un anno prima e ora avevano ripreso a funzionare, che il telefono squillava, che il campanello suonava, che l’aspirapolvere faceva un rumore fastidioso , che la mamma mi diceva bello, la nonna amore ………

Certo i primi anni sono stati lunghi e faticosi, i miei tempi erano scanditi dalle sedute di logopedia e di psicoterapia e frequentemente anche dai controlli sanitari..

Ma tutti i sacrifici sono stati abbondantemente ripagati dai risultati sempre più soddisfacenti che ottenevo, infatti anche nei test che mi venivano somministrati nella unità di audiologia raggiungevo e raggiungo ottimi livelli.

Attualmente comprendo tutto e rispondo ai miei interlocutori anche se si trovano distanti da me, parlo al telefono , ascolto musica, frequento il quinto superiore, ho amici, esco, pratico sport e sono diventato un gran chiacchierone tant’è che a volte in famiglia mi esortano a tacere per un po’.

Grazie all’impianto e a tutte le persone che si sono adoperate affinché lo stesso venisse applicato e sfruttato nel modo appropriato sono tornato nel mondo dei suoni e mi ritengo un ragazzo fortunato al pari dei miei coetanei normo udenti .

Alessandro Pulga